Se hai mai avuto in mano un 2 euro Spagna 2009, magari preso come resto distrattamente, c’è una domanda che prima o poi ti viene spontanea: e se fosse quello “giusto”? Quello con le stelle grandi, la variante rara che molti non riconoscono. E la cosa affascinante è proprio questa, non serve una cassaforte piena di monete antiche, a volte basta guardare meglio una moneta che potrebbe già essere passata tra le tue dita.
Perché questo 2 euro del 2009 fa così parlare di sé
Nel 2009 la Spagna emette una moneta commemorativa da 2 euro per celebrare il 10° anniversario dell’Unione Economica e Monetaria (UEM). Non è una monetina “strana” in senso classico, perché nasce per circolare davvero.
La tiratura ufficiale totale è ampia, circa 8 milioni di pezzi (con una parte in circolazione e una quota in confezioni per collezionisti). Fin qui, nulla di raro. Il punto è che, dentro questa massa, si nasconde una variante molto più interessante.
Come riconoscere la moneta: dritto e verso, senza confusione
Prima di tutto, orientiamoci, perché è qui che molti sbagliano.
Dritto (lato nazionale spagnolo)
Sul lato spagnolo trovi:
- una figura umana stilizzata con il simbolo dell’euro
- la scritta “ESPAÑA” in alto
- il segno di zecca “M” coronata a sinistra
- la dicitura “UEM 1999-2009” in basso
- le iniziali dell’autore “ΓΣ”
Verso (lato comune europeo)
Qui c’è la parte decisiva. Il verso mostra:
- una mappa dell’Europa con confini “allargati”
- sei linee verticali che attraversano la mappa
- per ogni linea, due stelle a cinque punte, una in alto e una in basso
- il bordo esterno con le classiche 12 stelle dell’Unione
È proprio su queste stelle interne, quelle in coppia lungo le linee, che si gioca tutto.
La variante “stelle grandi”: cosa cambia davvero
La variante rara si distingue perché le stelle sul verso sono leggermente più grandi rispetto a quelle del conio standard. Non è un dettaglio che salta fuori a un’occhiata veloce, ma quando fai un confronto con un’immagine di riferimento, o meglio ancora con un esemplare “normale”, la differenza diventa evidente.
Questo tipo di differenza viene generalmente associato a un errore di conio, una piccola deviazione dal disegno previsto che, proprio perché involontaria, crea interesse sul mercato.
Per capirci, non stiamo parlando di un difetto vistoso o di una moneta “rovinata”: è una variazione pulita, coerente, riconoscibile, e per questo collezionabile.
Tiratura: ufficiale contro stimata
Qui entra in gioco la parte più intrigante. La moneta standard ha numeri chiari, la variante no.
- Standard: circa 8.000.000 complessivi
- Variante stelle grandi: stima tra 75.000 e 100.000 pezzi, coniata dalla zecca di Madrid
Non esiste una cifra ufficiale definitiva per la variante, ed è proprio questo alone di “semi-invisibilità” che la rende così facile da ignorare, e così soddisfacente da trovare.
Quanto vale: la differenza tra “carina” e “ricercata”
Non tutte le rarità fanno jackpot, e questo è un punto importante per non farsi illusioni. Però la differenza di prezzo, se la moneta è davvero quella giusta e in ottimo stato, è concreta.
| Tipo | Tiratura | Rarità | Valore indicativo in FDC |
|---|---|---|---|
| Standard | ~8.000.000 | Comune | ~9 € |
| Stelle grandi | 75.000-100.000 (stimata) | Variante rara | ~95 € |
In Fior di Conio (FDC), spesso da rotolino o in confezioni tipo folder, questa variante può girare intorno ai 95 euro secondo rivenditori specializzati. La versione comune resta invece su cifre molto più tranquille.
Il metodo più sicuro per capire se ce l’hai
Se ti stai chiedendo “ok, ma come faccio senza impazzire?”, ecco l’approccio più pratico:
- Controlla che sia Spagna 2009 UEM (dritto con “UEM 1999-2009”).
- Passa al verso comune e concentra lo sguardo sulle stelle lungo le sei linee verticali.
- Cerca un’immagine affidabile di confronto e verifica se le tue stelle risultano più piene e dominanti.
- Se pensi di averla, evita pulizie o sfregamenti, lo stato di conservazione incide moltissimo.
Perché molti non la riconoscono (e perché può essere la tua fortuna)
La verità è che questa variante non urla, non brilla di diversità, non ha un errore grossolano. È una di quelle cose che scopri solo quando ti fermi e osservi, un po’ come accorgersi che una parola in un testo è scritta con un carattere appena diverso.
E se ti capita tra le mani, hai un piccolo promemoria di quanto sia viva la numismatica: non è solo collezionare, è imparare a vedere dettagli che gli altri lasciano scivolare via. In questo caso, letteralmente, nel portafoglio.




