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copertina Aqua Aura Dare forma al sentimento enigmatico

Aqua Aura - Dare forma al sentimento enigmatico
di Francesca Caputo - ESPOARTE digital

L’universo di Aqua Aura è costellato di paesaggi enigmatici che trovano corpo nei suoi pensieri, nello studio delle più avanzate ricerche scientifiche, in una visionarietà ricca di simboli che apre alla tensione all’assoluto; opere in cui realtà e immaginazione paiono trovare la loro sintesi più autentica.

copertina Wall Stree InternationalAqua Aura
di Rayan Elena Vergara Meershon - Wall Street International

With a new awareness of spaces became visible thanks to cutting edge investigative and processing technology now being used in scientific research, Aqua Aura investigates and presents his vision of new environments, which it is easy to find fascinating.

copertina espoarte digital 91mezzoAqua Aura l'estasi dell'altrove
Intervista di Chiara Serri - ESPOARTE digital

Qual è la natura della nostra percezione?
Questa la domanda che anima la ricerca di Aqua Aura, artista milanese le cui opere nascono da approfonditi studi di fisica, biogenetica, filosofia e psicologia della percezione. Dai lavori della serie Scintillation, che catturano l’impressione di entità altrimenti impercettibili, agli innesti di The Graft, che ambiscono a costruire una nuova biologia del visibile, sino alle incursioni in nuovi ambiti linguistici – scultura e video – e alla programmazione di lunghi viaggi, per raggiungere l’estasi dell’altrove...

copertina Tutte le ragioni della caducitaTra barocco e metafisica, le illusioni di Aqua Aura
ilgiornale OFF online

Nature morte di cellule e orchidee tropicali e biancori di globuli e palloncini in un percorso visivo – che passa attraverso un patinato (e raffinato) inferno floreale fino a un paradiso artico – per la galleria Costantini a Milano.

copertina Tutte le ragioni della caducita“Illusion-Inclusion”, oltre il limite della fotografia
Intervista di Cristina Casero - ESPOARTE online

La mostra di Aqua Aura allestita negli spazi della Costantini Art Gallery di Milano, nell’ambito del Photofestival, merita certamente una visita. Intanto perché le opere esposte ci accompagnano oltre la soglia di un mondo fantastico, nel quale gli elementi colti nella realtà sono tradotti in una dimensione meta-fisica e totalmente irreale, illusionistica: l’autore, infatti, ha inventato un universo in cui la natura animale e quella vegetale si fondono, magicamente, in forme inedite.

copertina Tutte le ragioni della caducitaTutte le ragioni della caducità: “Ephémera” di Aqua Aura
Intervista di Livia Savorelli - ESPOARTE online

Una bolla di sapone che trattiene una nuvola. Una sfera che cela un soffione. E poi paesaggi impossibili, dove la luna è ormai un retaggio su un pianeta di cellule di adipe. Impermanenza e impossibilità ci attendono in questa mostra dove Aqua Aura pone anche in risonanza lo spazio con una nuova installazione.

cop-Vacant-Scenery-finlandiaVacant Scenery: Aqua Aura approda in Finlandia
Intervista di Livia Savorelli - ESPOARTE online

Aqua Aura non è un fotografo nel senso canonico del termine. È piuttosto un narratore per immagini, che si serve della fotografia – come strumento – «per scandagliare atti visionari, per costruire confini a mondi che stanno nascendo proprio nell’istante in cui operi».

copertina-i-mondi

I mondi inesistenti di Aqua Aura
Intervista di Alessandro Trabucco - OR NOT MAGAZINE digital

Potremmo definire Aqua Aura come il risultato di una lunga e complessa serie di riflessioni ed esperienze, di grandi innamoramenti artistici e di inusuali viaggi in giro per il mondo, di appassionate letture storiche e romanzesche e di ricercati ascolti musicali. Questo eterogeneo insieme di ingredienti, ben miscelati, è di fatto l’elemento che con maggior fedeltà può dare una prima impressione su chi si celi dietro questo pseudonimo suggestivo oltre che molto significativo riguardo l’identità e la storia che racconta.

copertina-Boudoir-La-messin

Boudoir
La messinscena dell'o-sceno
di Emanuele Beluffi

Spesso di una mostra d’arte si magnificano le dinamiche percettive tra le opere, lo spazioespositivo e l’osservatore. Ma questa scoperta è il più delle volte un vuoto truismo: è banalmentevero che un lavoro d’arte provochi qualcosa (qualunque cosa, anche la totale indifferenzanell’osservatore e la totale estraneità allo spazio).