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Aqua Aura l'estasi dell'altrove

Aqua Aura l'estasi dell'altrove
Intervista di Chiara Serri - ESPOARTE digital

Oual è La natura della nostra percezione? Ouesta la demanda che anima la ricerca di Aqua Aura, artista milanese le cui ope­re nascono da approfonditi studi di fisica. biogenetica. filosofia e psicologia della percezione. Dai Lavori della serie Scintil­lation. che catturano l'impressione di en­tità altrimenti impercettibili. agli innesti di The Graft. che ambiscono a costruire una nuova biologia del visibile. sino alle incursioni in nuovi ambiti linguistici - scultura e video - e alla programmazione di lunghi viaggi. per raggiungere l'estasi dell'altrove ...
Come sei arrivato alla definizione del ti­tolo della mostra allestita da Riccardo Costantini a Torino (fino al 19 marzo, ndr)? Quali i significati sottesi?
Scintillation è un termine prevalentemen­te scientifico il cui significato. e in qualche modo la cui traduzione. vanno cercati in diversi campi della ricerca scientifica. Lo si puà trovare in uso in astronomia e nell'am­bito della fisica delle particelle. nella rile­vazione radar cos] corne in medicina. fino a studi nell'ambito della psicologia della percezione. Scintillazione si riferisce. in lar­ga misura. alle dinamiche della sguardo e ai fenomeni distorti della percezione di entità labili o inconsistenti. È il confine instabile tra realtà e illusione.

Rispetto aile opere della precedente pro­duzione, nella mostra allestita da Riccar­do Costantini la sublime grandezza della natura sembra lasciare campo ad un'at­mosfera magica, a paesaggi maggiormen­te onirici, dove la visione diventa stupore ...
Ouesto nuovo ciclo di lavori parte da un as­sunto magrittiano, ovvero che la profonda natura dell'arte sia quella di incarnare un enigma che lo spettatore è chiamato a ri­solvere. Le demande che orientano la mia ricerca sono sempre: quello che sto osser­vando cos'è? Ouale il soggetto profonde che traspare dalla superficie dell'immagi­ne? Rispetto alla precedente produzione. le nuove immagini mi sembrano caleido­scopiche "macchine della visione". Continua invece la riflessione sull'opera corne "asso­luto altrove". un meta-Luogo tanto veridico e convincente quanta parossistico e para­dossale. Usi i termini "stupore" e "onirico" per definire i lavori. L'opera rimane per me il luogo dell'estrema meraviglia. cosi corne in epoca barocca veniva concepita quale "macchina delle meraviglie". Per quanto ri­guarda il termine onirico ... non so. Penso più vicino alla mia visione l'idea di "ipnotico".

Il progredire del lavoro ha comportato an­che una rimodulazione degli aspetti tec­nici? Alla composizione di frammenti foto­grafici autografi si aggiunge ora anche la computer grafica 30?
Il procedimento è rimasto sostanziatmente inalterato. Scella delle immagini da scatti di base. progettazione e costruzione dell'im­magine seguono le stesse dinamiche dei precedenti lavori. anche se i tempi di co­struzione digitale sono quasi raddoppiati. Il contesta e. in qualche modo. il clima delle immagini hanno invece subito un'evoluzio­ne, nei termini di una maggiore sospensione dell'atmosfera. di una riduzione delle com­ponenti "drammatiche" e di una maggiore lucidità del dettaglio allo scopo di ottenere un iper-realismo che volevo straniante. Una cura speciale. inoltre. è stata dedicata alla scelta delle carte e degli inchiostri di stam­pa. La modellazione 30 è effettivamente una novità per quel che mi riguarda. La tra­sformazione di immagini bidimensionali in paesaggi a tre dimensioni. corne ad esem­pio le gocce vetrificate. sta portando risul­tati interessantL

Nelle opere della serie The Graft, che hai presentato ad Arte Fiera e porterai al MIA, troviamo, invece, una maggiore estensio­ne cromatica ... Come nasce il progetto?
È un lavoro sui confini della fotografia. nei territori oltre la documentazione del rea­le o del "vissuto". verso quel processo di evoluzione dell'immagine che Fred Ritchin chiama After Photography, ovvero Post­Fotografia. Tutte le serie recenti. ed in par­ticolare The Groft. ambiscono a dare una forma all'enigma della nostra percezione. Oggi viviamo nell'"invisibile" di epoche pas­sate, attraverso sofisticate "macchine della documentazione". quali possono essere i microscopi elettronici e i telescopi spazia­li. Attraverso queste estensioni dell'occhio. vediamo il regno dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente distante. spesso lonta­no anche nel tempo. The Graft fa uso della fotografia digitale con un taglio "tradiziona­le" - scatti di fiori o piante - cosi corne di immagini ottenute al microscopio elettroni­co: cellule umane. virus. microorganismi. Da questi "corpi" separati ed autonomi Lo sforzo è quello di ottenere un unicum, una sintesi nell'opera. fino ad arrivare ad un meta-mon­do che sappia fondere realtà biologiche di diversa natura. cosi corne realtà dimensio­nali di scala differente. in una danza che oscilla tra l'esperienza della retina umana e i Byte o i Pixel della "macchina che guarda" Il risultato credo sia una "Biologia" del visi­bile e delle sue estensioni. traslata in un'o­pera-corpo di memorîa barocca. ma anche un'opera ad inganno. che sfrutta la seduzio­ne impudica della sua superficie e del suo cromatismo per introdurci ad una realtà si­Lenziosa di micro-organismi. La cui natura è a volte inquietante, altre volte apertamente minacciosa. Per estensîone. la gamma cro­matica satura e continuamente sollecitata deriva dalla "verità" stessa delle immagini di origine. L'universo floreate ha corne ca­ratteristica fondamentale, ottre al profumo, il colore. Il perpetuarsi delle sue famiglie, le chance di sopravvivere in quanto specie, sono affidate quasi per intero alla seduzio­ne dei loro colori. Il microcosmo molecolare letto attraverso il microscopio elettronico, invece, è filtrato dal cervello sintetico del computer che assegna ad ogni particolare un determinato codice colore conservato nel suo arch ivio. Esaltando le caratteristiche di ogni segmento fino a renderlo "irreale" non faccio altro che assecondare caratteri­stiche già presenti negli universi ai quali mi rivolgo ...

Progetti in cantiere?
Progetti in cantiere ce ne sono molti. La ri­flessione sul lavoro non si ferma mai, corne un flusso continuo di pensieri che a tratti si concentra su particolari aree del magma creativo. Nuovi lavori generano in continua­zione nuove domande. ln questo periodo, dopo un lungo corteggiamento, sono mol­to attratto dal desiderio di misurarmi con la scultura. Anche l'uso del video sta prendendo piede nel mio immaginario, in questo caso si tratta per6 di un vecchio amore. Per quanto riguarda il capitolo mostre, si profila un aprile intenso a Reggio Emilia per Foto­grafia Europea, con una personale incen­trata sul percorso che si snoda da Frozen Frames a Scintillation, ed in Liguria, in uno spazio istituzionale, con i lavori di The Graft. Sarò a Bruxelles con Riccardo Costantini in occasione della fiera, nella sezione Off Course, poi a Milano per il MIA con due gal­lerie. ln autunno, invece, inaugurerà la mo­stra da L'Ariete Arte Contemporanea di Bo­logna, concretizzazione del premio speciale vinto durante l'Arteam Cup 2015 a Venezia. E per il 2017 ci sono già alcuni progetti. .. Tra un appuntamento e l'altro, per6, spero di po­termi ritagliare tempo e denaro per qualche lungo viaggio. Comincia a mancarmi pesan­temente l'estasi dell'altrove.

Aqua Aura vive e Lavera tra Milano ed Aku­reyri (lslanda).
www.aquaaura.it