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Aqua Aura - La seduzione dell’immagine

Aqua Aura - La seduzione dell’immagine
di Alessandro Trabucco - Gente di Fotografia n. 68

La ricerca che Aqua Aura sta portando avanti da qualche tempo nell'ambito dell'immagine si colloca in una particolare zona di sperimentazione linguistica e visiva in grado di stravolgere alla radice il concetto stesso di riconoscibilità del medium espressivo utilizzato. L'artista, con base a Milano, ha scelto questo pseudonimo, ispirandosi al quarzo di rocca naturale e alla sua trasformazione ottenuta dopo un trattamento con vapori d'oro, proprio per sottolineare una sorta di continua metamorfosi del proprio percorso di esplorazione artistica.
La sua evoluzione creativa si è concentrata su differenti generi artistici "classici", omogenei anche alla fotografia: il ritratto, il paesaggio, la natura morta, e in questo continuo sconfinamento è proprio la fotografia la solida piattaforma sulla quale ha inizialmente costruito le resistenti fondamenta della sua indagine estetica, dedicata alla natura stessa dell'immagine e all'interazione con la percezione e la fruizione da parte dello spettatore.
Per meglio illustrare questo sviluppo creativo è necessario riflettere sullo status attuale dell'immagine fotografica e sulla sua enorme diffusione, e veicolazione attraverso l'utilizzo dei media più disparati, a livello universale.
Aqua Aura parte ponendosi due domande: come poter creare nuove immagini in un'epoca ormai traboccante di esse? Quali possibilità vi sono per andare oltre questa saturazione ottenendo comunque dei risultati di grande impatto emozionale?
Egli si muove quindi su di un suolo difficile e impervio, come un vero esploratore munito di metaforiche lenti d'ingrandimento, bussole e torce elettriche alla ricerca di qualcosa di mai visto. Il territorio individuato, ancora inesplorato in modo diretto dai sensi umani, è il luogo dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo: macrocosmo e microcosmo s'incontrano in un inedito campo visivo che li sintetizza in un'unica nuova realtà, ora visibile allo sguardo, quindi plausibile nella sua evidenza percettiva, ma totalmente ricostruita in due spazi immateriali, quello mentale dell'artista e quello elettronico del computer. In questa doppia elaborazione, neurale e digitale, avviene la creazione di "mondi oltre", non individuabili se non solo in quella determinata esperienza visiva.
L'artista compie dei veri e propri viaggi all'interno della rete percorrendo immensi archivi d'immagini ricavate per mezzo di strumenti scientifici altamente tecnologici, come il microscopio elettronico e potenti telescopi, trovando in essi prezioso materiale da fondere con quelle catturate dal proprio sguardo attraverso l'apparecchio fotografico e da impiegare nella sua attenta analisi sulle caratteristiche comunicative e conoscitive di un mondo esperibile anche attraverso questi apparecchi ottici di grande potenza e precisione.
Dopo questo primo fondamentale passaggio di selezione, avviene la magia stessa dell'invenzione artistica.
La serie intitolata The Graft (L'innesto), con alcuni segni premonitori presenti nella precedente serie Scintillation e derivazioni nella successiva Sweet November, è esemplificativa di questa accurata metodologia dell'artista nella creazione di immagini al tempo stesso seducenti e inquietanti, questo perché, ad una loro accurata visione, sono portatrici di messaggi oscuri e dall'enigmatica interpretazione. La seduzione è data essenzialmente dal soggetto principale, cioè bellissimi e coloratissimi fiori rappresentati in tutto il loro splendore. La sensazione di stupore è accentuata in un secondo momento, nello scorgere elementi estranei e non riconducibili a quella stessa natura, inseriti dall'artista come entità disturbanti. Essi appartengono alla sfera umana e non sono percepibili a occhio nudo e in quelle dimensioni, se non attraverso il microscopio a scansione elettronica: batteri, virus, globuli bianchi e rossi, zuccheri, molecole di adipe e parassiti. In questo modo Aqua Aura stravolge totalmente la visione della realtà attraverso un artificio ben mascherato dall'elaborazione elettronica, rendendo queste immagini di fiori, reti neurali, tappeti di fogliame da sottobosco autunnale e paesaggi enigmatici, ancora più seducenti ed attraenti nella loro ricercata bellezza formale e cromatica.